di Thiago Resner – Responsabile Tecnico Settore Giovanile Futsal Olimpia Verona
Introduzione
Negli ultimi anni, il futsal sta vivendo una crescita significativa in Italia, ma osservando i numeri e i modelli di sviluppo di altri paesi, come il Brasile, possiamo imparare molto.
Recentemente ho letto un articolo del mio docente nella licenza della (CONFEDERAZIONE BRASILIANA DI FUTSAL – CBFS) professor JORGE ROTA, del São Paulo Futebol Clube, insieme a HELTON MAGALHÃES DIAS e MARCELO CALLEGARI ZANETTI intitolato “Self-Determination Theory and youth futsal: motivational and developmental perspectives on early sports engagement”.
L’articolo mi ha colpito profondamente, perché offre spunti preziosi su come l’ambiente sportivo influenzi la motivazione, il divertimento e lo sviluppo dei giovani atleti.
Il futsal in Brasile: un modello di partecipazione
Secondo la Federazione Paulista di Futsal, nel 2024 il campionato giovanile Under 7, 8, 9 e 10 ha coinvolto oltre 2.000 bambini suddivisi in 46 squadre.
Questo dato è impressionante e ci fa riflettere su quanto il futsal, grazie alla sua forte presenza nelle scuole, sia lo sport più praticato dagli adolescenti brasiliani.
In Italia, invece, il futsal giovanile fatica ancora a raggiungere numeri simili. Questa differenza ci invita a chiederci: stiamo offrendo ai nostri ragazzi le giuste opportunità per conoscere e vivere davvero questo sport?
Self-Determination Theory: capire la motivazione per sviluppare l’atleta
La Self-Determination Theory (SDT), sviluppata da Ryan e Deci, spiega come le condizioni ambientali influenzino la motivazione, la crescita personale e la performance sportiva.
Nel futsal giovanile, è fondamentale distinguere tra:
- Motivazione intrinseca → giocare per piacere, divertimento e passione.
- Motivazione estrinseca → giocare per premi, riconoscimento o aspettative esterne.
Quando i bambini giocano perché amano il futsal, l’apprendimento è più naturale, la crescita più equilibrata e il rischio di abbandono sportivo si riduce.
I tre bisogni psicologici di base (Basic Psychological Needs Theory – BPNT)
Secondo la SDT, per sviluppare un ambiente sano, allenatori e società devono sostenere tre bisogni fondamentali:
- Autonomia → dare ai bambini possibilità di scelta e libertà di esprimersi.
- Competenza → favorire il senso di padronanza e la percezione di miglioramento.
- Relazionalità → creare un clima di squadra positivo, basato sulla fiducia e sulla collaborazione.
Quando questi bisogni vengono rispettati, aumentano motivazione, divertimento, autostima e performance.
Al contrario, un ambiente troppo controllante, con pressioni eccessive sui risultati, può ridurre la motivazione e portare all’abbandono precoce.
Il ruolo degli allenatori e delle società
Gli allenatori devono vedere i bambini non come semplici esecutori, ma come individui complessi, ognuno con i propri tempi e obiettivi.
Creare un clima motivazionale positivo significa:
- Dare feedback costruttivi e incoraggianti;
- Offrire possibilità di scelta e sperimentazione;
- Non porre la vittoria come unico obiettivo;
- Coinvolgere le famiglie per sostenere il piacere di giocare, più che il risultato.
Conclusione e riflessione per l’Italia
In Brasile il futsal è parte integrante della cultura sportiva, mentre in Italia c’è ancora molto da fare.
Se vogliamo far crescere questo sport, dobbiamo cambiare prospettiva: mettere il bambino al centro del processo, creare ambienti di apprendimento stimolanti e nutrire la motivazione intrinseca.
L’obiettivo non è formare solo giocatori più forti, ma persone più complete.
Invito all’azione
E tu, come allenatore, genitore o dirigente, che ruolo pensi di avere nel sostenere la motivazione dei bambini nel futsal?
Scrivilo nei commenti qui o sui nostri canali social e apriamo un confronto costruttivo.
Link dell’articolo: https://motricidades.org/journal/index.php/journal/article/view/2594-6463-2025-v9-n2-p244-254/589


Da genitore mi sento di dire che i nostri ragazzi, vanno continuamente incoraggiati e stimolati, mai umiliati neanche quando sbagliano o perdono. In più le giuste maniere per spiegare loro le cose ripagano sempre. Alla fine una squadra sarà sempre composta da ragazzi più bravi e meno bravi, dunque non vale la pena di fare distinzioni. Insieme sono squadra e basta!